II Domenica delle ferie del Tempo Ordinario – Anno A : Jn 1,29-34

Meditazione del giorno
J. B. Bossuet (1627-1704), vescovo di Meaux
Meditazioni sui misteri ; 24a settimana ; 2a meditazione

«Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo»

Guardatelo, l’Agnello di Dio, visto in spirito da Isaia quando lo rappresentò come « l’agnello che si lascia tosare », anzi scuoiare , per così dire, e « immolare, senza aprire bocca » (Is 53,7) ; Geremia lo vedeva, e lo rappresentava nella propria persona, quando disse : « Ero come un agnello mansueto che viene portato al macello » (11,19). Ecco l’Agnello mansueto, semplice, paziente, senza artificio, senza inganno, che verrà immolato per tutti i peccatori. Già è stato immolato in figura, e si può dire in verità che « è stato ucciso e messo a morte fin dalla fondazione del mondo » (Ap 13,8 volg).

È stato massacrato in Abele il giusto ; quando Abramo volle sacrificare suo figlio, cominciò in figura ciò che si sarebbe compiuto in Gesù Cristo. Vediamo anche adempiersi in lui ciò che cominciarono i fratelli di Giuseppe : Gesù è stato odiato, perseguitato, inseguito e condannato a morte dai suoi fratelli ; nella persona di Giuseppe è stato venduto, gettato in una cisterna, cioè consegnato alla morte. È andato con Geremia nel lago profondo, con i fanciulli nella fornace, con Daniele nella fossa dei leoni. È stato lui immolato in Spirito in tutti i sacrifici. Era presente nel sacrificio che Noè offrì uscendo dall’arca, quando vide nell’arcobaleno, il sacramento della pace ; era nei sacrifici che i patriarchi offrirono sui monti ; in quelli che Mosè e tutta la Legge offrirono nel tabernacolo e in seguito nel Tempio : essendo stato incessantemente immolato in figura, viene ora per essere immolato in verità.>

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