Pellegrinaggio a Medjugorje

Messaggio del 25 Gennaio 2011
Cari figli! Anche oggi sono con voi e vi guardo, vi benedico e non perdo la speranza che questo mondo cambierà in bene e che la pace regnerà nei cuori degli uomini. La gioia regnerà nel mondo perchè vi siete aperti alla mia chiamata e all’amore di Dio. Lo Spirito Santo cambia la multitudine di coloro che hanno detto sì. Perciò desidero dirvi: grazie per aver risposto alla mia chiamata.

In occasione del 30-mo anniversario delle Apparizioni, la Comunità si raduna dal 29/08/2011 al 02/09/2011 per partecipare al pellegrinaggio in aereo con partenza da Catania

Filmato dell’apparizione a Mirjana del 2 Luglio 2010 | Dichiarazioni del Card. Tarcisio Bertone su Medjugorje | Elenco messaggi da Medjugorje |

La storia delle apparizioni della Madonna

(dal quotidiano “Libertà” dell’11/09/2005 – di DON GIANCARLO CONTE)

Per la terza volta sono stato a Medjugorje nei giorni scorsi, con il confratello don Giuseppe Castelli e un gruppo di venti amici. Quella storia mi ha colpito fin dall’inizio (1981): i sei ragazzi che dicono di vedere la Madonna mi offrono il convincimento di essere attendibili e dotati di sincera genuinità. È vero che l’approvazione della Chiesa tarda a venire, ma riflettendo sulle due grandi apparizioni precedenti – Lourdes (1858) e Fatima (1917) – non mi meraviglio troppo. L’antica saggia prudenza della Chiesa e la sua fatica nell’accettare le “apparizioni” – in questo nostro tempo ipercritico e restio al soprannaturale – giustificano la cautela. Anche se – è il parere di illustri teologi e pastori – le fanno correre il rischio di eccessiva severità.

C’è una ulteriore ragione che giustifica la prudenza della Chiesa: le apparizioni sono ancora in corso e ciò la induce a rimandare il giudizio definitivo a quando esse si saranno concluse. La buona fede dei protagonisti – i veggenti e i loro preti – e le testimonianze di un elevato numero di studiosi, preti, Vescovi e Cardinali recatisi a Medjugorje mi rendono dunque sereno nell’ accogliere le apparizioni di Medjugorje come tali. Anche se come cristiano e prete ne sarò convinto in modo assoluto solo quando la Chiesa avrà pronunciato nel nome di Cristo il verdetto definitivo.

MEDJUGORJE, IL LUOGO – Un paesino di mille anime, annidato ai piedi di due colline (Križevac e Podbrdo) da cui deriva il nome Medjugorje che significa “fra due monti”. Una piccola comunità di contadini che riescono a sopravvivere in qualche modo con il duro lavoro della coltivazione del tabacco e della vite. Attualmente fa parte della Repubblica Federale di Bosnia ed Erzegovina, estesa il doppio del nostro Piemonte, con circa quattro milioni di abitanti, con Sarajevo per capitale. La cartina geografica a fondo pagina ci mostra Medjugorje al di là dell’Adriatico all’altezza pressappoco del nostro Abruzzo.

LE PRIME APPARIZIONI – Tutto inizia nel pomeriggio di mercoledì 24 Giugno 1981. Sei ragazzi (Ivanka, quindicenne; Vicka, Miriana e Ivan sedicenni più Ivan ventenne e Milka dodicenne) si trovano a vivere un’esperienza straordinaria. Giunti per caso su una collina sassosa, chiamata Podbrdo, diranno di aver visto la Madonna duecento metri da loro: è una meravigliosa figura luminosa di donna con un bambino in braccio.

La visione non parla, fa solo segno con la mano ai ragazzi di avvicinarsi, ma nessuno di loro si muove. Stupore e terrore ma anche entusiasmo li fanno correre a casa. La figura “scompare”. Sono le 18.15: l'”apparizione” dura solo pochi minuti. Quando i ragazzi raccontano ai genitori l’accaduto essi si spaventano e ordinano loro di stare zitti. Ci troviamo infatti in un paese comunista in cui i ragazzi a scuola sono ancora costretti a imparare a memoria frasi intere di Lenin, che escludono fede e miracoli.

La clamorosa notizia però passa di bocca in bocca per tutto il paese, tanto che nel pomeriggio dell’indomani giovedì 25 giugno un consistente gruppo di persone si raccoglie sulla collina. Fra di loro ci sono quattro dei sei ragazzi della sera prima (due sono trattenuti in casa per timore dai genitori) più due che si uniscono loro: Marija, sedicenne e Jakov di dieci anni, l’unico bimbo fra tanti adolescenti. Si forma così il sestetto che poi diverrà stabile dei sei testimoni “scelti” dalla Vergine.

Anche stavolta la figura luminosa fa segno ai ragazzi di avvicinarsi ed essi eccitati corrono verso la cima del monte. Vengono scambiate le prime domande semplici e familiari. Ivanka, cui è morta la mamma da appena due mesi chiede: “Dove si trova mia mamma?”. L’apparizione le risponde: “È felice, si trova con me in Paradiso”. E aggiunge: “Tua madre desidera che tu sia obbediente con la nonna”. Un altro domanda: “Perché hai scelto proprio noi che non abbiamo niente di speciale?” E Lei, sorridendo: “Non scelgo i migliori”. Miriana le chiede: “Tornerai?” la Signora annuisce con il capo e scompare. Il pomeriggio seguente – venerdì 26 giugno – più di mille persone, richiamate anche da una forte luminosità che proviene dalla collina (luce straordinaria vista da molti testimoni, uno dei quali ce l’ha confermata personalmente) si arrampicano insieme ai veggenti.

Vicka ha con sé una bottiglia di acqua benedetta. Le donne più anziane avevano infatti suggerito: “Spruzzate acqua santa sulla figura misteriosa, chissà che non sia il diavolo ad apparire!”. “Se sei la Madonna resta con noi, se non lo sei vattene via!” esclama Vicka aspergendo l’acqua santa. La Madonna sorride per poi rivelarsi esplicitamente: “Io sono la Beata Vergine Maria”. Poi pronuncia la parola chiave del suo messaggio: “Pace! Pace! Pace! Andate nella pace di Dio, angeli miei”. (“Angeli miei” è un modo di dire tradizionale in Croazia parlando ai bambini).

I veggenti si raccolgono in preghiera con il rosario, recitano il Credo e i sette Pater-Ave-Gloria, cari alla devozione locale. Prima che scendano dalla collina la Madonna riappare e ripete a Marija:”Pace! Pace! Il mondo può essere salvato soltanto tramite la pace, ma il mondo avrà pace soltanto se troverà Dio. Dio c’è, ditelo a tutti… La pace deve regnare tra gli uomini e Dio, e tra gli uomini”.

Nel primo pomeriggio di sabato 27 giugno – quarto giorno – la polizia convoca i veggenti perché forniscano spiegazioni alle autorità. Prelevati dalle loro case da due automobili e sottoposti a lungo interrogatorio, sono poi condotti in un poliambulatorio per i primi esami medico-psichiatrici e per controllare se si drogano o bevono. Il medico li dichiara tutti perfettamente sani di mente. Alle 18, tornati liberi, corrono per arrivare sulla collina in tempo per l’apparizione. Vicka interroga la Vergine: “Perché non appari a tutti in chiesa?” e Lei risponde: “Beati quelli che credono senza aver visto!” Poi chiede: “O Vergine, cosa vuoi da questo popolo?”. “Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono”.

L’indomani domenica 28 giugno più di quindicimila persone assistono stupefatte alla quinta apparizione. Mai in un paese comunista dell’Est si era visto fino ad allora un così numeroso assembramento spontaneo per motivi religiosi. Da notare che il parroco di Medjugorje, il francescano padre Jozo, nei giorni della prime apparizioni è assente, impegnato nei pressi di Zagabria a predicare gli esercizi spirituali alle suore francescane. E quando tornerà non si convincerà sulla verità delle apparizioni, finchè un giorno egli stesso vedrà la Madonna in chiesa. E da allora difenderà i veggenti fino a subire torture e 18 mesi di carcere.

SONO CREDIBILI I VEGGENTI? – Le apparizioni si susseguono quotidianamente, finchè un mattino la polizia porta i ragazzi all’ospedale psichiatrico di Monstar, capoluogo dell’Erzegovina, dove dodici medici sono pronti per visitarli e dichiararne l’infermità mentale. Per indurli a confessare chi sa quale imbroglio, i poliziotti li minacciano: “Vi terremo qui insieme ai matti”. Vicka esclama: “Sappiamo bene che dobbiamo morire!” e tutti e sei si dichiarano pronti. Alla fine la dottoressa che guida l’equipe medica sbotta: “Non sono pazzi i ragazzi ma è pazzo chi li ha condotti qui!”. E conferma il loro equilibrio mentale-psichico.

Dirà poi alla polizia segreta: “Io mussulmana sono rimasta colpita dal coraggio dimostrato dal piccolo Jakov che si sente protetto dalla Madonna in cui mette tutta la sua fiducia. Più lo accusavo di aver inscenato una menzogna, più si mostrava sicuro e convinto, pronto anche a morire. Ciò è inspiegabile in un bimbo di dieci anni. Non siamo riusciti a spaventarlo”.

Ritornati a casa per l’apparizione, i sei ragazzi ricevono un nuovo messaggio: ” Non ci sono che un Dio e una Fede. Che la gente creda fermamente e non abbia timore di nulla”. Tra la folla c’è un bimbo di tre anni, Danijel, che soffre di un male inesorabile, non parla, nè cammina se non sorretto. I suoi genitori supplicano, i veggenti intercedono. La Vergine attraverso loro incoraggia i genitori a pregare per la guarigione, che avverrà puntualmente entro pochi giorni, prima di una lunga serie.

Nei primi cinque anni i registri parrocchiali ne riportano più di trecento, ritenute “miracolose” e di cui viene depositata documentazione. In quello stesso giorno una donna-medico che – si saprà dopo – era stata mandata dalla polizia per screditare le apparizioni, esprime il desiderio di toccare la Vergine. “Guidata” dai veggenti raggiunge con la sua mano un punto nell’aria corrispondente alla spalla della Madonna e si sente percorsa da un brivido. Pur essendo non credente, dirà: “Qui accade davvero qualcosa di straordinario”.

Il racconto delle successive apparizioni (non più sul colle, perché la polizia lo proibisce) ma nella sagrestia della chiesa parrocchiale) e vicende ad esse collegate come pure degli argomenti a favore della credibilità dei veggenti – sottoposti a diuturni esami psichiatrici, ipnoterapeuti, psicologici di ogni tipo – si farebbe troppo lungo per questa pagina, sicchè sono costretto a procedere telegraficamente.

La polizia comunista perde la testa e usa il pugno di ferro, alternando minacce, imbrogli, durissimi interrogatori, convocazioni dei genitori, fino a torturare e incarcerare il parroco per ben diciotto mesi, accusandolo di aver inventato tutto per contrastare il comunismo. Oltre al disprezzo per la religione, il regime crede di scorgere nelle presunte apparizioni un complotto politico degli “ustascia” (movimento patriottico croato di estrema destra e violento). La polizia arriva inoltre a diffondere volantini con accuse infamanti ai preti e ai veggenti e con una caricatura della Vergine, armata di mitra, che appare nel cielo davanti ai ragazzi.

I MESSAGGI DELLA VERGINE – Costituiscono l’essenziale delle apparizioni. Il grande teologo francese René Laurentin li ha studiati a fondo trovandoli in perfetta linea con il Vangelo e li riassume nei seguenti cinque argomenti.

  1. Pace: è il primo messaggio della Vergine, autodefinitasi “Regina della Pace”. “La pace non viene da voi, ma da Dio. Non c’è pace, figlioli, dove non si prega”… “Se voi pregate per la pace nel mondo, ma non avete la pace nel cuore, questa preghiera non ha molto valore…”. “L’allontanamento da Dio ha come frutto la mancanza di pace nei vostri cuori…”.
  2. Fede: incontrare la pace è trovare Dio, ma per trovare Dio è necessario aprirsi alla fede. “Sono venuta perché qui ci sono buoni credenti… Beati coloro che non hanno visto e credono… il popolo creda e perseveri nella fede…” “Testimoniate con gioia la fede a coloro che ne sono lontani”. “Figlioli, decidetevi seriamente per Dio, perché tutto il resto passa, solo Dio rimane”.
  3. Conversione: è l’atteggiamento che consente di incontrare Dio e cambiare vita. “Sono con voi e gioisco per la vostra conversione… Gioite perché Dio vi ama e vi dà la possibilità di convertirvi e di credere di più. Vi supplico, convertitevi!” “Dite a tutto il mondo: convertitevi e non aspettate…. Quelli che trovano Dio, trovano una gioia grande; perciò convertitevi al più presto”.
  4. Preghiera: è l’appello più insistente e accorato. “Pregate, pregate, pregate”. “La preghiera è gioia… Se non pregate non potete sentire Dio”. “Consacrate un tempo del giorno per l’incontro con Dio nel silenzio e scoprirete il senso della vostra vita”. “Meglio una sola Ave Maria con il cuore, che un intero Rosario con distacco”. “Una famiglia non è nella pace se non prega”. “Leggete la Bibbia nelle vostre case: collocatela in un luogo ben visibile, in modo che sempre vi stimoli a leggerla e a pregare”.
  5. Digiuno: La veggente Vicka afferma: “La Madonna ci invita al digiuno a pane e acqua due volte alla settimana. “Praticate il digiuno, perché con il digiuno conseguirete la realizzazione del progetto che Dio ha su Medjugorje. Vi invito al digiuno e alla rinuncia. Figlioli, rinunciate a ciò che vi impedisce di essere più vicini a Gesù …. Solo con la preghiera e il digiuno si può fermare la guerra…”.

LA GUERRA IN JUGOSLAVIA – Nel decimo anno delle apparizioni che proseguono regolarmente – giugno 1991 – scoppia la guerra che smembrerà la Jogoslavia negli attuali sei Stati (vedi cartina). Croazia e Slovenia sono le prime a proclamare la loro separazione dalla Federazione iugoslava. Immediatamente l’esercito serbo invade la Slovenia. Già nei primi scontri muoiono un centinaio di civili, le prime vittime di una lista che diventerà interminabile. Due mesi dopo le ostilità si estendono anche in Croazia.

Nell’aprile del 1992 inizia il martirio di Sarajevo, conseguente al fatto che anche Bosnia ed Erzegovina decidono la propria indipendenza. I serbi attaccano con violenza sanguinosa: decine di chiese cattoliche devastate, migliaia di civili deportati, bombardamenti aerei, la famigerata “pulizia etnica” contro le popolazioni croate e mussulmane, omicidi, faide, campi di concentramento, espulsioni, distruzione delle case, stupri etnici e collettivi organizzati per umiliare la razza croata.

Gli eventi bellici incidono naturalmente sul flusso dei pellegrini a Medjugorje, il cui santuario solo miracolosamente sfugge alla distruzione. I pochi coraggiosi che giungono dall’estero (italiani in primis) si prodigano insieme alla popolazione locale nel soccorrere profughi, feriti e affamati. Questo durerà fino agli accordi di Dayton del 21 novembre 1995.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA – Oltre a quanto già detto all’inizio di questa pagina è bene sapere che su supposti fenomeni soprannaturali la Chiesa (cioè la Santa Sede) non è solita assumere in prima istanza una posizione propria, preferendo lasciare il giudizio al Pastore della Diocesi e ai Vescovi della Conferenza Episcopale della Nazione interessata ai fatti. Ciò è avvenuto anche per Medjugorje.

Il Vescovo locale – dopo una prima necessaria difesa d’ufficio dei veggenti di fronte ai soprusi delle autorità comuniste – si è purtroppo mostrato eccessivamente duro e pregiudizialmente contrario senza addurre motivazioni serie, ma solo dubbi ipotetici e opinioni personali, che la Chiesa rispetta senza però farle sue.

Ci sono forse anche ragioni storiche alla base della scelta del Vescovo, che lo spazio di questa pagina non consente di esporre. Sulla stessa linea è anche l’attuale suo successore, già suo discepolo. La Conferenza Episcopale Jugoslava – dal canto suo – si è limitata ad affermare che “sulla base delle indagini condotte finora non è possibile affermare che si tratti di apparizioni soprannaturali” (1991).

Importante quel “finora”, che significa: non è ancora accertato il carattere soprannaturale. Che però non è escluso. È interessante a questo punto conoscere il pensiero (privato) di Papa Giovanni Paolo II. Si potrebbe scrivere un intero volume sulle testimonianze delle personalità (soprattutto Vescovi e Cardinali) che lo hanno interpellato su Medjugorje. Dalle sue risposte tutti hanno tratto la convinzione che Giovanni Paolo II crede (ora purtroppo dobbiamo dire “credeva”) alle apparizioni. Siamo costretti a poche e brevi citazioni.

Ad un arcivescovo italiano che gli chiede come comportarsi con le persone che vanno a Medjugorje, il Papa domanda: ” Che cosa fa questa gente?” E alla risposta: “Va in pellegrinaggio…prega, si confessa…” il Papa conclude: “E allora lasci che ci vadano”. Ad un altro Vescovo di ritorno da Medjugorje Giovanni Paolo II chiede: “Lei ci crede?” Ma il Vescovo rinvia a lui la domanda: “E Lei, Santo Padre, ci crede?”. Dopo un breve silenzio il Papa scandendo le parole dice: “Ci credo, ci credo, ci credo!”.

Un Arcivescovo francese afferma: “Io so per certo che il Papa è convintissimo dell’autenticità delle apparizioni”. Ad un gesuita slovacco, consigliere del Papa per i paesi dell’Est, di ritorno a Roma, il Papa domanda: “Sei passato da Medjugorje?” “No, Santo Padre, il Vaticano me lo aveva sconsigliato”. Il Papa resta per qualche attimo perplesso, poi fa un gesto con la mano come per dire “non ti preoccupare” e aggiunge: “Vacci in incognito e mi riferirai ciò che hai visto”.

Un cardinale cecoslovacco a sua volta rivela queste parole di Wojtila: “Se non fossi Papa sarei già a Medjugorje a confessare”. Ora sarebbe logico domandarsi quale è il pensiero del nuovo Papa Benedetto. Forse è un po’ presto. Si sa che da Cardinale non è mai intervenuto personalmente con dichiarazioni ufficiali. Lo ha fatto attraverso il segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, Mons. Bertone (attuale Arcivescovo di Genova) che in un documento del 1998 rispondendo a un vescovo francese che lo aveva interpellato su Medjugorje si rifà alla dichiarazione della Conferenza Episcopale dell’ ex Jugoslavia.

La Chiesa si preoccupa comunque che sia garantita ai fedeli che si recano a Medjugorje una adeguata assistenza spirituale. Il che avviene da sempre per gli oltre 25 milioni di pellegrini che dal 1981 a oggi sono stati a Medjugorje. Ed è anche questo che chi scrive ha cercato di fare recandovisi per tre volte.

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