Il catechismo – Cristiani non per caso

L’attenzione e la sensibilità ai valori religiosi, è un fatto essenzialmente personale e interiore che attiene alla sfera del cuore e dell’intelligenza. Le forme e le modalità per manifestare la propria religiosità, sono però riconducibili ai bisogni dell’uomo, della sua coscienza e volontà e della struttura organizzativa che regola la vita del gruppo religioso nel quale si è inseriti.

Parlando di cristianesimo e di chiesa cattolica, non possiamo fermarci agli aspetti esteriori o culturali che caratterizzano le pratiche religiose pubbliche e private, perché essere cristiani e cattolici, vuol dire puntare ad una esperienza personale che ha al centro Gesù Cristo come modello, programma e orientamento di vita. Non si tratta di cose da fare, ma di persona e di messaggio con i quali entrare in relazione, una relazione che condiziona e cambia la vita.

Ogni società ha le proprie regole rispettando le quali si ha garanzia di vita e di futuro: una società senza regole non ha futuro; per il cristiano le regole non sono un obbligo ma una scelta, sono le istruzioni per un uso corretto dei doni di Dio, al quale ci si vuole avvicinare con una personale scelta di vita.

Quali sono queste regole? La Bibbia e il Vangelo spiegati dalla Chiesa, la dottrina cristiana, i Comandamenti e i Sacramenti: riferimenti essenziali perché l’espressione della religiosità, non sia frutto di fantasia e di emozioni personali, ma inserita in un discorso comunitario e orientata a valori irrinunciabili per tutti.

1. LA BIBBIA – Il resoconto dell’esperienza religiosa di un popolo, nel tempo, attraverso la storia e gli eventi ha preso forma e, da tradizione orale, è diventato un testo scritto, quello che oggi si chiama Bibbia o Parola di Dio. Gesù Cristo è stato il vero portavoce di Dio: è diventato verbo, cioè parola attiva e viva di Dio.

La Bibbia (raccolta di libri) è divisa in due grandi sezioni; Antico e Nuovo Testamento: quella conosciuta come “antico testamento” è la parte scritta prima della nascita di Gesù Cristo; quella nota come “nuovo testamento” è quella scritta dopo la venuta e la predicazione di Gesù. E’ un libro di religione e NON di storia o d’altro e ogni suo riferimento è finalizzato a dare un messaggio religioso. La Bibbia è un libro considerato sacro e importante per i credenti che si identificano nei principali valori del cristianesimo, anche se sono divisi sul piano della dottrina e della appartenenza ecclesiale. La Bibbia dei cattolici non è uguale a quella di altre confessioni cristiane, che hanno sovente una versione della Bibbia diversa dai cattolici. Gli ebrei riconoscono solo la parte scritta prima della venuta di Gesù Cristo; altre confessioni cristiane non riconoscono alcune parti dell’Antico e Nuovo Testamento. Caratteristica essenziale del credente cattolico, davanti alla Bibbia, è l’atteggiamento di accoglienza e rispetto dei criteri interpretativi e di lettura proposti dalla Chiesa cioè dal Papa, dai Vescovi e dai sacerdoti e catechisti in comunione con la Chiesa. Altre confessioni non cattoliche consentono una interpretazione del testo biblico molto libera, personalizzata e non vincolata al pronunciamento di una superiore autorità religiosa; da questo consegue che il ruolo di catechista e la predicazione nelle chiese durante le sacre celebrazioni, sono riservate a persone che hanno questo incarico. La Parola di Dio ci fa conoscere, con parole e concetti umani, qualcosa della realtà di Dio: ci parla di Dio, di Gesù Cristo e dello Spirito Santo; ci insegna a comprendere la volontà di Dio e a metterci in sintonia con Lui nella preghiera. Alcune pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento sono diventate il modello ideale della preghiera cristiana e il racconto paradigmatico dei comportamenti di Dio e dell’uomo: le pagine dei Comandamenti, del Padre nostro, delle beatitudini, la parabola del figlio prodigo, i salmi nei quali si invoca la misericordia e il perdono di Dio e si ringrazia per i doni ricevuti ecc.. Dio parla al cuore dell’uomo attraverso la Bibbia spiegata nella Chiesa.

2.  LA CHIESA – Chiesa è un concetto generale che indica grande assemblea, popolo di credenti che cammina guidato da ideali comuni, famiglia o gruppi di famiglie che hanno un obiettivo da raggiungere: annunciare al mondo la salvezza portata da Gesù e diventare santi.

La Chiesa cattolica è composta dai cristiani battezzati, che desiderano ispirare la loro vita agli insegnamenti della Bibbia e che hanno nel Papa e nei Vescovi il loro riferimento necessario di dottrina e di morale; è una grande fetta di umanità animata e sostenuta da valori spirituali, che vengono espressi, celebrati e proposti secondo modalità e categorie cui è sensibile e attento l’animo umano.

La Chiesa ha il compito di portare i valori cristiani nella vita di ogni giorno, perché i credenti siano “pronti a rendere ragione della speranza che è in voi”, come dice l’Apostolo. Tutta l’organizzazione ecclesiastica nei suoi aspetti storici, burocratici, amministrativi e culturali tende ha favorire nei credenti la maturazione dei valori della fede, fino a far nascere un rapporto diretto e vivo con il Signore Dio. Nella Chiesa alcune persone hanno il ruolo di guide e di pastori tra il popolo di Dio, con le prerogative e le responsabilità che Gesù Cristo ha fissato per loro; altri scelgono uno stile di vita che li estranea quasi dalla società, per dedicarsi completamente al Signore e alla preghiera; altri – sempre in nome di Dio – si chinano sulle miserie dell’umanità per dare aiuto e conforto; altri ancora vivono la loro vita con gli impegni che essa comporta, avendo davanti a se gli insegnamenti del Signore, cercando di tradurli nella professione, nella famiglia, in politica, nella vita sociale ecc..

Nella professione di fede dei cattolici, si afferma di credere la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Sono caratteristiche che descrivono aspetti di vita di ogni cristiano e di ogni battezzato e di tutti insieme, fedeli e gerarchia. Ogni credente e ogni comunità deve vivere in un’unità di intenti la stessa unica missione della Chiesa; ogni battezzato viene santificato dalla grazia di Dio e riceve dal Signore gli aiuti per inserirsi e realizzare – per parte sua – il grande progetto di Dio: la comunione completa con Lui. Ogni battezzato, in quanto tale è cittadino del mondo e aperto all’universalità della missione della Chiesa, cattolica perché universale. Ogni cristiano sa che la propria fede si radica sull’insegnamento degli Apostoli e dei loro successori e, in questo legame storico e di fede, si rinnova l’unità dei credenti. Il Papa è il garante di questa unità, santità, cattolicità e universalità. Nelle circoscrizioni ecclesiastiche, i Vescovi ripetono gli insegnamenti degli apostoli e ne vivono la missione, guidano, istruiscono e santificano il gregge che il Signore ha loro affidato.

Affiancati ai Vescovi, i Sacerdoti e i Religiosi, nelle comunità ripropongono l’insegnamento del magistero, la predicazione, la celebrazione dei sacramenti e la vita di fede, per favorire nei fedeli la crescita spirituale e sentire vicino a sé la presenza di Dio.

Nelle comunità cristiane, ogni persona è chiamata a vivere il proprio ruolo, per il bene comune; un ruolo speciale è riservato ai catechisti e agli educatori della vita cristiana, ai genitori che sono i primi testimoni della fede, ai cristiani adulti in genere, che tengono vivo – col buon esempio – il messaggio evangelico.

L’esperienza cristiana, però, è anche esperienza comunitaria; è una costante della predicazione di Gesù il riferimento alla comunità, al prossimo del quale il Signore ci chiederà conto. L’espressione comunitaria della propria religiosità, trova il suo significato nel fatto di Dio ci chiede sempre “Dov’è tuo fratello?”.

Tutta la ritualità che nella Chiesa viene proposta, risponde all’esigenza di dare una dimensione comunitaria al nostro credere in Dio. Siamo veri credenti se riusciamo a condividere con gli altri i valori della nostra fede, della nostra preghiera, del comandamento dell’amore, essenziale per ogni cristiano.

3. LA DOTTRINA – Due sono i “misteri” principali della fede cristiana: 1. Unità e trinità di Dio: vuol dire che Dio è uno solo, che si mette in relazione con gli uomini attraverso la persona di Gesù Cristo storicamente esistito, e che continua ad amare il mondo creato e gli uomini con una presenza personale di amore, quale è lo Spirito Santo di Dio.; 2. Incarnazione, passione, morte e risurrezione del Signore Gesù Cristo: significa che Gesù Cristo non è un mito fantastico, ma una persona – Figlio di Dio – che ha fatto la vita e l’esperienza degli uomini fino a morire e che, in quanto Dio, ha vinto la morte ed è risuscitato. Questi principi vanno accolti e vissuti secondo il comandamento più grande della vita cristiana: amare Dio sopra ogni cosa ed il prossimo come se stessi.

Dio offre ad ogni uomo doni particolari che lo abilitano a compiere atti di fede e di amore: si chiamano Virtù, cioè tendenze abituali a fare il bene, a cercarlo e a compierlo in piena armonia con la nostra ragione e con la fede. Alcune di queste virtù sono proprie di Dio e noi, per la forza dello Spirito Santo, veniamo resi capaci di accoglierle e rispondere adeguatamente e di conseguenza. Si tratta della Fede, Speranza e Carità, virtù che in Dio sono presenti in modo perfetto e che rendono la nostra vita capace di compiere atti di fede, di speranza e di carità/amore.

Altre Virtù sono proprie dell’uomo adulto e maturo, sono fondamentali nella vita adulta, si chiamano virtù morali o cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza, Temperanza. Con esse si costruisce un rapporto corretto con le persone e con la società.  Frutto della vita virtuosa sono le opere di misericordia, quelle che recano vantaggio al corpo e quelle che giovano allo spirito, tutte scaturiscono dal comandamento dell’amore di Dio e del prossimo.

4. I SACRAMENTI E LA PREGHIERA – Nella Chiesa, l’espressione dei propri convincimenti in materia di fede, avviene anche con le celebrazioni religiose, in particolare con i Sacramenti. Sono azioni sacre, attraverso le quali i credenti rinnovano ed esprimono la propria fede, compiono atti di culto e ricevono i doni di grazia che il Signore ha promesso e che la Chiesa garantisce in nome di Dio. I sacramenti sono sette e sono collocabili nei momenti salienti della vita dell’uomo.

Il Battesimo esprime la nascita spirituale e l’inserimento del cristiano, diventato figlio di Dio, nella grande famiglia di Dio che è la Chiesa.

Nella Confessione si fa l’esperienza del perdono di Dio, dopo aver scelto e praticato cose sbagliate. La Cresima sottolinea la crescita e la maturazione nella fede e la conferma delle scelte fatte col battesimo: lo Spirito Santo con i suoi doni fortifica il cristiano in vista di una vita adulta e impegnata.

L’Eucarestia segna la partecipazione massima alla vita della Chiesa, che celebra e annuncia la passione, la morte e la risurrezione del Signore: nell’Eucarestia Gesù diventa offerta, sacrificio, dono e cibo per la nostra salvezza. Senza mangiare non si vive, senza Eucaristia non si è cristiani, senza comunione di fede e di dottrina con la chiesa, non si può condividere l’Eucarestia.

Il Matrimonio e l’Ordine Sacro, segnano l’impegno di vita irrevocabile di una persona in nome dell’amore. L’amore per una persona, per fare una famiglia e diventare sorgenti di vita per la Chiesa e per la Società. L’amore per un ideale, quello evangelico, per diventare guide e animatori dei valori cristiani nella comunità.

L’Unzione degli Infermi esprime la preghiera e il conforto spirituale della Chiesa, per il credente che, ammalato e in fin di vita, si appresta ad incontrare l’Eterno.

I sacramenti non sono l’unico modo per il cristiano per mettersi in contatto con Dio, sono segno e garanzia della comunione con la Chiesa, ma accanto ai sacramenti, il cristiano vive una propria vita spirituale fatta di preghiera personale e comunitaria e di opere buone: “quello che avete fatto ai più piccoli … l’avete fatto a me”.

Di conseguenza, i comportamenti e le scelte che evidenziano una rottura della comunione con la Chiesa cattolica e la non condivisione piena della sua dottrina, comportano l’autoesclusione dai sacramenti. I sacramenti e la preghiera della Chiesa non sono il risultato di un artificio religioso o di una semplice pedagogia rituale, tuttavia seguono un itinerario, un calendario, uno schema che ha una sua logica. Il tracciato sulla base del quale si sviluppa il calendario della preghiera della Chiesa, è la vita di Gesù. Il cristiano, nella propria vita, cerca di sviluppare sempre più la somiglianza con Cristo e, nella preghiera, viene aiutato in questa sua costante fatica.

Punto di partenza della preghiera della Chiesa, è la celebrazione della Pasqua con i tempi che la precedono, la preparano e ne prolungano la stessa celebrazione. Poi viene il Natale, come memoria storica dell’evento dell’incarnazione del Signore; seguono le festività in onore della Madonna e le feste dei Santi come modelli umani che hanno vissuto alla perfezione gli insegnamenti del Signore.

La vita cristiana, però, non è cosa che si impara come avviene per una lezione scolastica; l’esperienza della fedeltà e della confidenza in Dio è anzitutto dono di Dio; in secondo luogo è frutto della risposta di amore dell’uomo a Dio. Tutte le cose che si fanno per amore sono umanamente gratificanti; come si cresce nella capacità di amare, vivendo delle buone relazioni di amore, così si cresce nella vita cristiana vivendola alla scuola della Chiesa e della parola di Dio.

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