21 Nov 2010 – Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, solennità : Lc 23,35-43

Quando entrerai nel tuo regno

Il paradiso chiuso da migliaia di anni è stato aperto per noi “oggi” dalla croce. Infatti, oggi, Dio vi ha introdotto il ladrone. Compie, in questo, due meraviglie: apre il paradiso e vi fa entrare un ladro. Oggi Dio ci ha reso la nostra antica patria, oggi ci ha ricondotti nella città eterna, oggi ha aperto la sua casa all’intera umanità. “Oggi, dice, sarai con me in paradiso”. Cosa stai dicendo, Signore? Sei crocifisso, inchiodato e prometti il paradiso? – Sì, affinché tu possa imparare quale è la mia potenza sulla croce…

Non è risuscitando un morto, né comandando il mare e i venti, né cacciando i demoni, bensì crocifisso, inchiodato, coperto d’insulti, di sputi, di scherzi e di oltraggi, che egli ha potuto cambiare il cattivo destino del ladro, affinché tu vedessi i due aspetti della sua potenza. Scosse tutta la creazione, spezzò le rocce e attirò l’anima del ladro, più dura della pietra…

Sicuramente, nessun re permetterebbe a un ladro o a un altro suo soggetto di sedersi con lui mentre fa il suo ingresso in una città. Questo, invece, Cristo l’ha fatto: quando entra nella sua santa patria, vi introduce un ladro insieme con lui. Facendo questo, non disprezza il paradiso, non lo disonora con la presenza di una ladro; proprio al contrario egli onora il paradiso perché è un onore per il paradiso avere un padrone capace di rendere un ladro degno delle sue delizie. Nello stesso modo, quando egli introduce i pubblicani e le prostitute nel Regno dei cieli, non è per disprezzarlo ma piuttosto per il suo onore, perché gli mostra che il padrone del Regno dei cieli è abbastanza forte per rendere prostitute e pubblicani rispettabili al punto di essere degni di tale onore e di tale dono.

San Giovanni Crisostomo (circa 345-407), vescovo d’Antiochia poi di Costantinopoli, dottore della Chiesa
Discorsi sulla Croce e il ladrone,  1, 2 : PG 49, 401

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