Strutture

La piazzetta

Da poco è stata rifatta la vecchia piazzetta antistante la chiesa, con un gioco di mattonelle, un paio di alberi, dei sedili. Il nuovo stile della piazzetta sta iniziando ad entrare in testa, fra i giovani del quartiere, anche se ancora tanti ci circolano con i motorini, ma quello che è peggio, la piazza viene ancora usata per posteggio delle macchine. Da queste pagine dobbiamo fare un invito alla popolazione del quartiere e a quelli di fuori:, se vogliamo far durare quello che abbiamo, dobbiamo essere i primi a rispettare le cose e dobbiamo essere noi ad invitare le persone, che vengono da fuori, a fare rispettare quello che abbiamo. La piazza con il suo nuovo vestito, rispetto al vestito vecchio è un’altra cosa. Bella o brutta, che ci possa sembrare, resta la piazza davanti alla chiesa, la piazza del quartiere e tocca a noi rispettarla. Ricordiamo che a San Francesco mancano gli spazi, l’altro spazio utile, il campetto, alcuni vorrebbero adibirlo ad altro, ma dobbiamo batterci perché ciò non succeda.

Il campetto

Accanto alla chiesa, spostato sulla destra, si può notare il campetto del quartiere, dalla forma irregolare, costruito con blocchi di cemento, che d’estate sembrano dei termosifoni, per via della notevole emanazione di calore, il campetto rappresenta un patrimonio non indifferente per l’intera zona. Questo piccolo campo, ha visto crescere e giocare diverse generazioni, ed è bello che oggi, i padri o i nonni, vedano i propri figli e nipoti calpestare quel terreno dove loro un tempo sono stati i protagonisti. La cosa più importante è che questo campetto serve ai ragazzi, e non solo a loro, ad incontrarsi, ed integrare lo studio o il lavoro con un ambiente sano come lo sport. In questo modo, il campo offre la possibilità, soprattutto ai più piccoli, di aver un punto dove andare, evitando così di imboccare delle brutte strade che tutti ormai sanno dove vanno a finire. Detto ciò, mi viene difficile capire, come qualche tempo fa potessero circolare delle voci che parlavano di un possibile abbattimento di questa struttura, per costruire dei parcheggi, ma quello che mi fa più rabbia e che alcune persone della zona erano anche d’accordo. Queste persone magari non hanno pensato che sia per loro, ma soprattutto per i propri figli, questo campo rappresenta un prezioso bene e semmai dovrebbero considerare l’ipotesi di ristrutturare il campo e non di distruggerlo. Per fortuna l’idea di vedere il campetto raso al suolo non è andata a buon fine e spero che in futuro non riaffiori più per la mente, perché ormai il nostro campo è diventato un tutt’uno con il quartiere e volerlo eliminare sarebbe come chiedere di togliere il Colosseo a Roma, la Tour Eiffel a Parigi o la Torre di Pisa a Pisa e ………… questo, vi sembra possibile?

Il giardino di Padre Pio

Cosa può nascere da una gita estiva, organizzata alla fine d’agosto dei 1999, da un gruppo d’amici devoti al beato Padre Pio, partiti dal rione di San Francesco di Paola, in Barcellona P.G., prima tappa il luogo di nascita del beato, la prima cosa che vedono, una bella statua esposta in una vetrina del luogo.

Il gruppo colpito dalla bella statua, decide, senza parlare, che la stessa sarebbe stata bella vederla sempre.

Una volta ritornati nel proprio quartiere, parlandone con gli amici rimasti, decidono di comprarla, Padre Antonio FUGAZZOTTO, il parroco della chiesa locale, che personalmente aveva conosciuto Padre Pio, concede un pezzo di terreno, per il costruendo sito “Giardino di Padre Pio”.  A Questo punto, forse, mancava la cosa più importante, i soldi per l’acquisto del materiale occorrente, ma il tempo di dirlo in giro, arrivano le offerte dei fedeli del luogo, delle zone vicine, ma anche della gran parte delle zone di Barcellona P.G., prima tappa conclusa.  Uno studio d’architettura del giovane, rionale, Felice MAZZEO, presenta il progetto, dopo l’iter burocratico, anche la seconda tappa è superata.

Resta da fare la cosa più importante: comprare effettivamente la statua, dopo un altro periodo di raccolta fra i fedeli, si arriva alla commissione: nel frattempo la voce circola, tutti aspettano il suo arrivo.

La statua, arriva alla stazione di Barcellona P.G., un giorno di settembre, oltre 500 persone si raccolgono per portarla, nella chiesa di San Francesco di Paola, nell’attesa della sua posa in opera.

Adesso la costruzione del luogo, a questo ci pensa Carmelo SOTTILE, piccolo impresario locale che nelle ore libere, sabato e domenica, aiutato dagli amici, inizia i lavori.

Nel frattempo si ha bisogno di una persona che sappia lavorare il ferro, ci pensa Giovanni BUCALO, con l’aiuto di Giovanni LONGO, di un marmista, ecco Michele RECUPERO, di vetro ci sono i Fratelli AZZENA, di imbianchini, subito pronti Stefano COSTANTINO, Fortunato ALIZZI e Sebastiano BONACETO, tutti prestano la loro opera gratuitamente e volontariamente.  Adesso, dopo tanti sabati e parecchie domeniche, il sito di Padre Pio è terminato, grazie ai contributi volontari dei fedeli, grazie alle opere prestati dagli stessi, l’ultimo colpo, rimpianto elettrico, a questo ci pensano Franco e il cugino Salvatore GIUNTA, ed ora cosa manca?

La messa in opera, che avverrà, domenica 18 c.m., dopo la funzione della S. Messa delle ore 19.00, nella chiesa di San Francesco di Paola.

L’attesa dei fedeli è stata culminata, trovare Padre Pio, in un luogo costruito per Lui.

In questo periodo la chiesa è stata meta di pellegrini, poter chiedere le proprie suppliche al beato, in un luogo accogliente, era ormai il sogno di tutto il quartiere, di tutta la popolazione devota al beato.

La messa in opera, sarà preceduta da momenti di preghiere nei giorni giovedì, venerdì e sabato, alle ore 19.00.

Da un film proiettato, sulla vita di Padre Pio, sabato 17.06.2000, verso le ore 21.00, nella piazzetta, davanti al giardino di Padre Pio.

Il sogno finale, si realizzerà, questa domenica 18 Giugno 2000, alla presenza di autorità civile e militari.

Il giardino di Padre Pio, a San Francesco di Paola è anche il completamento di un risveglio di quartiere, da tanto tempo dimenticato nel suo grigiore, da un paio di anni piano, piano è iniziata un’opera di scalata della vetta, giochi per i più piccini, nel campetto della chiesa, anche se piccolo è l’unico spazio idoneo, una squadra di calcio con il nome del quartiere Poi.  San Francesco di Paola, manifestazioni varie, presepe, carro di carnevale, coro natalizio, tombolate, gite e tante, tante altre iniziative, che vengono organizzate, ora con risorse personali di un gruppo, ora con i contributi dei negozianti del quartiere, ma soprattutto grazie a un gruppo che presta la sua opera a livello volontario, nel nome di un quartiere, San Francesco di Paola, ma da oggi anche nel nome del Beato Padre Pio.

Che questi due frati insieme, possono portare tanti altri benefici nel quartiere!

Il convento di Sant’Antonio da Padova (Sant’Antonino)

Il convento di S. Antonio di Padova fu fondato nel 1400. Sembra che i fondatori siano stati dei banditi appartenenti alla famiglia “Caliri” che, con il denaro del brigantaggio e in espiazione dei loro peccati, costruirono il convento e la chiesa. Per oltre due secoli i frati svolsero il loro apostolato nella città diffondendo la devozione per S. Antonio, ancora oggi molto sentita. Nel 1866, per la legge di soppressione, il convento fu incamerato dal Demanio che adibì i locali per la lavorazione del tabacco. I frati, chiudendo con un muro una parte della chiesa che adibirono a cucina, scelsero di abitare nel coro, che collegarono alla chiesa con una scala a chiocciola. Nel 1950 il convento è riconsegnato ai frati in condizioni disastrose. Iniziano i lavori di restauro non con pochi sacrifici e rinunce per riportare la struttura al suo antico splendore. Fu riacquistata una parte deil giardino anch’esso espropriato e lentamente il luogo ridivenne abitabile. Oggi è uno dei conventi più graziosi della Sicilia dove lavora ed opera una giovane fraternità collaborata dalla “Chiesa viva” che sono i numerosi gruppi francescani presenti. Tra le parti più suggestive dell’antica struttura conventuale il chiostro merita un particolare sguardo. Formato da colonne monolitiche di roccia arenaria, si presenta ben proporzionato ed equilibrato. Un tempo le sue mura erano ricche di affreschi, ormai deteriorati dal tempo, di cui alcuni raschiati, altri ricoperti di calce. Certamente un attento restauro contribuirebbe a ridonargli l’originaria bellezza. La chiesa, rinnovata dai lavori di ristrutturazione del 1985, custodisce un prezioso crocifisso collocato sull’abside del XVII secolo, la statua seicentesca di S. Antonio di Padova, alcuni affreschi datati 1733, tre tele di discreta fattura e una statua marmorea della Vergine Maria della scuola del Gagini, datata 1719.