I 13 venerdì

COSA SONO I TREDICI VENERDI’ DI SAN FRANCESCO DI PAOLA?

Questa pia pratica è stata voluta di S. Francesco di Paola, che l’aveva pensata come in onore del Signore e dei dodici Apostoli. Così essa era concepita, secondo la tradizione tramandata nell’Ordine: “Per tredici venerdì consecutivi confesserete le vostre colpe e riceverete il santissimo Sacramento nella Messa che farete dire o ascolterete, per la grazia di cui avete bisogno. Durante la Messa reciterete tredici Pater e tredici Ave Maria in onore e riverenza di Gesù Cristo Crocifisso e dei dodici Apostoli. Nel tempo stesso farete ardere due candele in cera, in segno delle due virtù: Fede e Speranza; e una terza la terrete accesa in mano, come simbolo della Carità, con cui dovete amare Dio e chiedergli le grazie. Così Nostro Signore vi concederà il compimento dei vostri giusti desideri”.

Col tempo essa si trasformò e finì per diventare una forma di preghiera con la quale si chiede l’intercessione del Santo, percorrendo durante i tredici venerdì le varie virtù da lui praticate e proposte a noi come esempio di vita cristiana. Così essa si è diffusa per il mondo intero, dovunque è stato introdotto il culto del nostro Santo, anche in quei luoghi in cui i religiosi Minimi non hanno mai avuto alcun convento. Le edizioni si sono così moltiplicate in modo straordinario per venire incontro alle richieste dei fedeli, che hanno seguito questa pia pratica, spinti dalle testimonianze dei fedeli che ne avevano sperimentato l’efficacia. S. Francesco non ha stabilito un particolare momento dell’anno in cui praticare questa devozione, ma nel tempo si è imposto l’uso di farla durante i tredici venerdì che dall’inizio dell’anno precedono la festa liturgica del due aprile.

Auguriamoci che questa pia pratica, oltre che un momento forte di preghiera, sia un vero itinerario di vita spirituale alla scuola di S. Francesco di Paola.

Fr. Giuseppe Fiorini Morosini

Correttore Generale

I Venerdì di San Francesco di Paola: L’UMILTA’ DI SAN FRANCESCO

 

Ha manifestato la sua umiltà anche attraverso il nome dato al suo Ordine, per cui, come egli voleva essere il più piccolo (il ‘minimo’) di tutti, così volle e stabilì che il suo Ordine fosse detto ‘dei Minimi’ (Leone X).

 

II Venerdì di San Francesco di Paola: LA PENITENZA DI SAN FRANCESCO

La sua austerità di vita era ammirevole, ed era ancora più da ammirarsi perché nella fanciullezza, nell’adolescenza, nella gioventù e fino alla vecchiaia più avanzata, ha mantenuto lo stesso stile di vita tra lavoro, veglie, digiuni, astinenze ed altre innumerevoli macerazioni del corpo (Leone X).

III Venerdì di San Francesco di Paola: L’AMORE DI SAN FRANCESCO VERSO DIO

In tutte le sue azioni aveva sempre sulle labbra la parola ‘carità’, dicendo: ‘facciamolo per carità’; ‘andiamo per carità’. E questo non ci deve affatto stupire: la bocca parla secondo ciò che c’è nel cuore, cioè: chi è pieno di carità, non può parlare se non di carità (Anonimo).

IV Venerdì di San Francesco di Paola: L’AMORE DI SAN FRANCESCO VERSO IL PROSSIMO

Era benigno e servizievole con tutti, sia con i secolari che con gli stessi suoi religiosi. Non c’era persona che si recasse da lui per chiedere consigli o per qualche afflizione senza che tornasse interarnente confortato, lieto e soddisfatto per le risposte ricevute (Anonimo).

V Venerdì di San Francesco di Paola: L’AMORE DI SAN FRANCESCO VERSO GESU’

Egli dall’infanzia, infiammato di amore per le cose celesti, da minimo, quale si era fatto davanti a Dio e agli uomini, divenne grande. Tra le altre virtù, in cui eccelse, una specialmente ne abbracciò: l’umiltà, virtù sempre gradita al Re dei re. Questa virtù egli scelse come guida e compagna ritirandosi in luoghi solitari per una vita dedita alla pietà e alla santità, così come imparò che la stessa segnò il primo ingresso di Cristo salvatore nel mondo (Sisto V).

VI Venerdì di San Francesco di Paola: L’AMORE DI SAN FRANCESCO VERSO LA MADONNA

Il re di Francia gli mandò un’immagine della Madonna fatta di oro puro. Il Servo di Dio gliela mandò indietro, facendogli sapere che la sua devozione non era fondata né nell’oro né nell’argento, ma soltanto nella Madonna, che regna in cielo con il suo divin Figlio. Al messo del re disse che aveva un’immagine di carta, e gli bastava (Anonimo).

VII Venerdì di San Francesco di Paola: L’UBBIDIENZA DI SAN FRANCESCO

Noi piamente crediamo che S. Francesco di Paola possedeva la fede dei Patriarchi, per il fatto che abbandonò la patria e gli amici a somiglianza di Abramo, al quale ordinò il Signore: ‘Esci dalla tua terra e dai tuoi parenti ecc.’ (Anonimo).

VIII Venerdì di San Francesco di Paola: LA CASTITA’ DI SAN FRANCESCO

Nessuno può negare o dubitare che egli ha custodito il corpo incorrotto e la mente pura mediante l’integrità verginale sino alla fine della vita. Infatti, ancora giovinetto, egli si ritirò in solitudine per non essere contaminato, attraverso il contatto con il mondo, da alcuna colpa e per consacrare, fin dai teneri anni, la sua anima a Dio, quasi fosse un’ostia immacolata (Simonetta).

IX Venerdì di San Francesco di Paola: LA POVERTA’ DI SAN FRANCESCO

Francesco era un uomo di buona reputazione; camminava sempre a piedi nudi; dormiva a terra durante ogni stagione; andava vestito con vestito vecchio e rattoppato (Processo Cosentino).

X Venerdì di San Francesco di Paola: LA MANSUETUDINE DI SAN FRANCESCO

Era nel parlare umano e affabile, tanto che nessuno, che si è recato da lui, se ne è tornato senza rimanere conquistato dalla dolcezza delle sue parole e quasi ripieno della grazia dello Spirito Santo (Leone X).

XI Venerdì di San Francesco di Paola: SAN FRANCESCO E LA PACE

La vita di Francesco e della comunità dei suoi eremiti ha giovato e giova tuttora al bene di molte anime, e per mezzo di lui molte opere sono state compiute: rappacificazioni e pace (Pirro Caracciolo).

XII Venerdì di San Francesco di Paola: SAN FRANCESCO E LA FAMIGLIA

Molte signore lo aiutavano non solo con le loro elargizioni, ma anche lavorando con le loro mani, trasportando pietre, nonostante che vestissero di seta, per fare cosa grata al servo di Dio, il quale raccomandava loro di osservare il sacramento del matrimonio (Anonimo).

XIII Venerdì di San Francesco di Paola: LA PERSEVERANZA DI SAN FRANCESCO

Di bene in meglio, di virtù in virtù, l’Uomo di Dio, senza interruzione, si studiò di perseverare in ogni buona devozione, nella santa religione, che è, per i religiosi buoni, un paradiso in terra. E operò così santamente da entrare nella Patria celeste (Anonimo).

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