La Parrocchia

Parrocchia S. Francesco di Paola

Cenni storici

Questa parrocchia è sorta il 15 Agosto 1944 con decreto di S. E. rev. ma Mons, Angelo Paino ed il suo territorio è stato ottenuto dallo smembramento dell’Arcipretura di S. Sebastiano.

La prima Chiesa parrocchiale sorgeva sulla Via S. Francesco di Paola ed era un’antica Chiesetta, esistente ancor prima del 1736 alle dipendenze della Chiesa Madre di Castroreale.

La Chiesetta rimase distrutta durante l’incursione aerea del 12 Agosto 1943. Terminata la terribile guerra, fu ricostruita e rimessa in funzione.

Creata giuridicamente la parrocchia, sorse il problema di una Chiesa nuova e più spaziosa, sia per il cresciuto numero della popolazione, sia anche per sanare certi contrasti, alle volte un po’ violenti tra le frazioni di S. Francesco e di S. Antonino. Però per la costruzione della nuova Chiesa passarono degli anni.

Intanto gli abitanti della frazione di S. Antonino molto più numerosi, abituati alla loro grande e antica Chiesa di S. Antonio di Padova, non accettavano l’idea di dovere andare soggetti alla Chiesetta di S. Francesco di Paola, del resto molto insufficiente: avrebbero voluto che la loro Chiesa venisse elevata a parrocchia.

La Curia aveva in parte previsto queste giuste istanze e, prima della erezione della parrocchia, due volte interpellò i PP. Minori Francescani del tempo, ai quali fu inviata esplicita richiesta di voler elevare a parrocchia la loro Chiesa Conventuale.

Costoro per ragioni interne lasciarono cadere la proposta, anche se poi, fatta la parrocchia, ebbero un tardivo ripensamento e fecero diversi tentativi per ottenerla.

Si pensò allora di elevare a parrocchia la piccola Chiesa di S. Francesco di Paola, in attesa di costruire una Chiesa più spaziosa sul terreno che l’Arcipretura di S. Sebastiano possedeva a sinistra dalla Via S. Francesco di Paola.

Su questo terreno, nelle intenzioni dell’Arciprete del tempo Mona. Nunziato Francesco Bonsignore, accanto alla Chiesa, doveva sorgere una casa di riposo per anziani con un reparto di quindici posti riservato a sacerdoti anziani di Barcellona e del circondario.

La costruzione della Chiesa ebbe inizio il 6 gennaio 1948 e fu aperta al culto, dopo essere stata benedetta da mons. Nicola Ciraolo inviato dall’Arcivescovo, il 5 Giugno 1954.

In precedenza la Chiesa di S. Francesco di Paola era soggetta all’Arcipretura di Castroreale e dal 1821 a quella di S. Sebastiano Martire di Barcellona. Non vi era però, a quanto sembra, un cappellano stabile, ma solo saltuariamente veniva inviato qualche sacerdote. Spesso venivano ad officiare i Frati Minori del vicino Convento di S. Antonio di Padova.

Per parecchio tempo tuttavia rimaneva chiusa sino a quando, ordinato sacerdote il Chierico barcellonese Domenico La Rocca, nell’anno 1941 venne inviato come cappellano in attesa di diventare parroco. Però, essendo di salute malferma, ammalatosi più gravemente e non potendo avere le cure necessaria anche a causa della guerra, morì giovanissimo il 6 giugno 1944 all’età di 25 anni, circa due mesi prima che la Chiesetta di S. Francesco di Paola fosse eretta a Parrocchia.

Gli successe, in qualità di Vicario Economo il Sac. Cosimo Sottile. il quale fu nominato il 2 Aprile 1945 e vi rimase per pochi mesi perché, per i contrasti non sopiti, si dimise a seguito di un fatto increscioso di cui sarà fatto cenno.

Il primo parroco, il Sac. Mariano La Rosa, era subentrato al Sac. Cosimo Sottile per non lasciare sprovvista la parrocchia in un momento gravido di tensioni, ma col preciso impegno, da parte dei Superiori, di tenere la parrocchia sino alle S. Ordinazioni del 1946. Invece nominato parroco il 1 Gennaio 1946, rimase fino al 1 ottobre 1949, data in cui furono accettate le dimissioni che con lettera del 14 luglio 1948, inviata al Vicario Generale del tempo, aveva presentato in favore del Sac. Antonio Fugazzotto, Vice-parroco con tutte le facoltà da circa un anno.

« Erano momenti di gravi contrasti — scrive testualmente il parroco del tempo, Sac. Mariano La Rosa — e vi erano stati episodi di violenza, specialmente per le processioni del Bambino, del Corpus Domini e del Titolare della Parrocchia. I naturali della frazione S. Antonino rivendicavano il diritto di autonomia nelle processioni in partenza dalla Chiesa Conventuale dei Frati Minori, anche se ciò era in contrasto con i diritti della parrocchia e contravveniva a precise disposizioni della Curia. Come conseguenza contestavano il diritto di transito nel loro territorio alle processioni in partenza da S, Francesco di Paola.

«Come nuovo parroco mi adoperai con ogni mezzo per calmare gli animi e per creare un clima di distensione; avviai le pratiche per la costruzione della nuova Chiesa parrocchiale, che doveva servire anche da catalizzatore, e tutto sembrava volgere per il meglio.

« Mentre però si pensava di aver superato la fase critica dei contrasti fra le due fazioni, un nuovo incidente turbò la tranquillità e indusse la Curia ad intervenire con severità.

”Con decreto del 28 Gennaio 1947 S.E. mons. Arcivescovo ha lanciato l’interdetto locale generale contro la borgata S. Antonino, frazione della Parrocchia di S. Francesco di Paola in Barcellona P.G. Trascinati da un piccolo gruppo di fanatici, nel Natale 1945, quei naturali avevano inscenata, contro le disposizioni della Curia, una parodia di processione, in cui una fanciulla portava il Bambino, a lei consegnato da una donna che aveva osato toglierlo dall’altare; nel Natale del 1946, pure contro le disposizioni della Curia e del Comando di Questura di Messina, si fece la processione…”.

Il 1 Maggio 1950 venne nominato l’attuale parroco, il Sac. Antonio Fugazzotto, il quale fin dall’inizio si è prodigato per la pacificazione degli animi, per la sistemazione dell’interno della Chiesa parrocchiale e per la costruzione dei locali annessi.

Alla pacificazione degli animi però sì arrivò dopo un ennesimo atto di violenza: domenica 27 maggio 1951, durante la processione del Corpus Domini, avvenne un sacrilego atto di violenza per il quale la Curia di Messina proibì “fino a nuovo ordine… tutte le processioni, siano esse ordinarie che straordinarie, in tutto il territorio della Parrocchia”

La chiesa

A) Nascita

II Sac. Mariano La Rosa, parroco del tempo, così ricorda il nascere di questa Chiesa: «La nuova Chiesa sorge su terreno, che era di proprietà dell’Arcipretura di S. Sebastiano, terreno interposto alle due frazioni dì S. Francesco e di S. Antonio di Padova, comprendente, oggi, la Chiesa con tutti i locali annessi, il campo sportivo, la piazzetta antistante alla Chiesa un bel gruppo di fabbricati, alcune vie di pubblico accesso.

« Sarebbe stata una bella Chiesa, un po’ più grande dell’attuale. Il progettista infatti, dott. ing. Antonino Antonuccio da Barcellona, che era anche il direttore dei lavori, in armonico complessa, aveva previsto: Chiesa in unica, ampia navata con bella loggia ad archi a tutto sesto e campanile molto alto, slanciato, sul prospetto; ampia sagrestia con due vani distinti per gli uffici parrocchiali e casa canonica sui laterali dell’abside e sul retro prospetto. Di fatto però, in proporzioni ridotte, fu dato inizio alla costruzione della Chiesa senza campanile e con adattamento a sagrestia e a studio dei due piccoli vani ricavati ai lati dell’abside.

« Nell’intervallo tra il primo ed il secondo stanziamento (un arco di tempo di circa due anni), l’ing. Antonuccio si ammalò e morì il 27 Marzo 1949.

Dopo la sua morte la direzione dei lavori passò al Genio Civile di Messina in persona di un capo reparto, di cui non ricordo il nome, il quale nel prosieguo dai lavori, si ritenne autorizzato a modificare il progetto Antonuccio ed a completare la costruzione della Chiesa nella forma attuale. Del progetto Antonuccio non si è trovata più traccia ».

B) Dati architettonici e strutturali

In atto la Chiesa è strutturata alla stessa maniera delle altra cinque sorte a Barcellona nel periodo post-bellico. E’ costruita in cemento armato con i muri perimetrali di mattoni. Uno stile misurato, sobrio e lineare, con il tetto spiovente a solettine, sostenuto da travature pura in cemento.

L’entrata principale è prospiciente ad una piazzetta fiancheggiata da due file di case; ai lati due porte secondarie di cui una immette su pubblica via ancora senza nome.

Il piccolo campanile poggia sulla parte anteriore della Chiesa; l’interno presenta dieci arcate (cinque per lato); il pavimento in mattonelle comuni e una cantoria in cemento sulla porta d’entrata.

Misura m. 30×11 e un’altezza di m. 12.

Nel presbiterio l’altare maggiore in marmo racchiude in una nicchia la statua di S. Francesco di Paola. Ai lati, sotto le arcate, quattro altari minori sono dedicati alla Madonna delle Lacrime, a S. Lucia, all’Ecce Homo e al Crocifisso.

Alla Sacrestia si accede da una porta nel presbiterio.

C) Opere di interesse storico ed artistico.

In questa parrocchia non esistono opere artistiche o di interesse storico, essendo la Chiesa di recente costruzione.

Dalla vecchia Chiesa è stata riportata la statua di S. Francesco di Paola, eseguita nel 1855 dall’artista-artigiano barcellonese D. Carmelo Vanni. Si legge infatti nella Giuliana Cutrupia: «L’immagine di S. Francesco di Paola nella piccola Chiesa di questa fu fatta da D. Carmelo Vanni per devozione dei fedeli di S. Francesco di Paola nella suddetta contrada nell’anno 1855 e poi passati alcuni anni nel 1885 vi fu una bella processione di detto santo ed ora nel 1906 il ventinove aprile di detto anno si fece una bellissima processione di tutti i fedeli tanto da uomini che donne di detta borgata con banda ed altro accompagnamento per le vie della città di Barcellona ed oggi si spera per l’avvenire d’aver dei fedeli di fare festeggiare questo santo »

Esistono altre quattro statue raffiguranti la Madonna delle Lacrime, S. Lucia, Ecce Homo, il Crocifisso, tutte di recente fattura, scolpite in legno ad Ortisei.

IL TERRITORIO PARROCCHIALE

Fanno parte di questa parrocchia molti rioni. I più importanti oltre quello di S. Francesco, sono: S. Antonino, Bruschetto, Battifoglia.

La Chiesa trovasi al centro del rione S. Francesco, tra la via Vespri e la via S. Francesco di Paola, circondata da molte case, sorte in questi ultimi tempi, un po’ decentrata rispetto agli altri rioni.

Il territorio parrocchiale è posto tra le parrocchie di S. Sebastiano M., S. Giovani B., S. Antonio A., S. Maria della Visitazione in Centineo, S. Rocco Caldera.

Limita con S. Sebastiano all’Aia Scarpaci, all’incrocio della via Madia, sulla via del Mare all’incrocio della via Sinistra Longano.

Storia tratta da un libro preso in prestito dalla Biblioteca di Barcellona contenente la Storia di tutte le chiese di Barcellona P.G.