Orazioni di S. Brigida

Orazioni di Santa Brigida di Svezia: contemplare il mistero della Passione Redentrice di Cristo Gesù

Sull’esistenza terrena di Santa Brigida di Svezia ci sarebbe fin troppo da dire: è stata una religiosa e mistica svedese, fondò l’Ordine del Santissimo Salvatore (le suore da lei fondate sono chiamate comunemente Brigidine) e fu proclamata santa da papa Bonifacio IX nel 1391. Era nata – nel giugno del 1303 – nel castello di Finsta, presso la città di Uppsala, e la sua esistenza terrena ebbe termine a Roma il 23 luglio 1373.

Il 1° ottobre 1999 Papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata Compatrona d’Europa insieme a S.Caterina da Siena e S.Edith Stein (S.Teresa Benedetta della Croce). Così si espresse Giovanni Paolo II: “Seppe essere modello nella vita laicale, esperta della realtà cristiana europea, dotata di forza profetica, prezioso legame ecumenico, ancor oggi, per le terre scandinave, distaccate dalla piena comunione con la sede di Roma”.

Durante tutto il corso della sua vita terrena ci ha dato esempio di come si possa servire il Signore sia in qualità di sposa e madre di famiglia, che di consacrata a Lui. Si è sposata a 14 anni ed ha avuto nove figli. Dopo un pellegrinaggio col marito a Compostela, Spagna, presso il corpo dell’Apostolo Giacomo, il suo sposo, d’accordo con Brigida, scelse la vita di religioso cistercense, ma morì poco tempo dopo. Anche Brigida allora si orientò per la vita consacrata, e mentre era ospitata in un monastero iniziò a sperimentare rivelazioni da parte del Signore Gesù e di Maria. Ma sia da sposata come poi da religiosa Brigida ha sempre posto Dio al primo posto, compiendo scelte coerenti con la sua fede, ed il Signore non le ha fatto mancare i suoi doni facendole sempre sentire la sua vicinanza.

Molti sono i suoi scritti di carattere mistico, e il più conosciuto sono le Revelationes. Emerge la sua forte spiritualità cristocentrica e mariana, e anzi, in sintonia con Giovanni Duns Scoto, molti secoli prima della proclamazione si dichiarò convinta dell’Immacolata Concezione di Maria, confortata in ciò da esperienze mistiche da lei descritte. Era portata anche a credere ad una sorta di “cooperazione redentrice” di Maria, una verità questa (“Maria Corredentrice”) sulla quale la Chiesa non si è ancora pronunciata ma che è oggetto di dibattito teologico.

Per discernere quale è e deve essere l’autentica devozione mariana, S.Brigida precisa che questa deve conformarsi alle virtù di Colei che si definì “l’umile ancella del Signore”. Il vero amore a Maria deve progressivamente rafforzarci nel praticare l’umiltà, la carità, la purezza, l’obbedienza e la povertà.

Come S.Caterina da Siena, proclamata anche lei Compatrona d’Europa, Brigida, che aveva un carattere determinato e volitivo, che non amava scendere a compromessi, non esitò ad adoperarsi per il ritorno del Papa da Avignone a Roma. Ed è a Roma che volle stabilirsi, rimanendovi fino alla morte.

Fece molti pellegrinaggi in santuari italiani, venendo anche a Benevento, Amalfi, Napoli. Intraprese poi un pellegrinaggio in Terra Santa (durante il quale fece tappa anche in Sicilia), ma una malattia le rese penoso il già difficile ritorno in Italia, dove visse ancora poco tempo, perché il Signore la chiamò a Sè il 23 luglio 1373.

Frutto di questo intenso rapporto d’amore tra la Santa e Gesù sono le “Quindici Orazioni” da lei scritte come oggetto di una rivelazione avuta dal Redentore. Possiamo definirle un’ottima “guida” per chi voglia meditare sulla Passione di Nostro Signore.

Sono gli scritti più conosciuti di S.Brigida. Queste “orazioni” sono state praticate da una serie sterminata di generazioni di cristiani in tutti questi secoli che ci separano dalla sua vita terrena, e ancora adesso sono tra le preghiere più diffuse. Certamente un forte stimolo a praticarle è costituito dalle numerose “promesse“, legate a queste preghiere, che S.Brigida dice di aver conosciuto da Gesù stesso, e la cosa non deve stupire. Lo stesso Vangelo ci mostra come molti andavano da Gesù per chiedere guarigioni fisiche. Il Signore comprende le nostre necessità e la nostra pochezza, ma ha operato (e opera) mediante “segni” anche fisici, talora spettacolari come la resurrezione dell’unico figlio della vedova di Naim, per servirsene come “mezzo pedagogico” utile ad illuminare e sanare in profondità le nostre anime.

Alcuni, è vero, non “rispondono” come Gesù vorrebbe. Il Vangelo, per esempio, ci parla dei dieci lebbrosi da lui guariti, e di come solo uno si sia sentito poi in dovere di ringraziarlo e conseguentemente di sforzarsi di guarire quelle che sono le malattie più gravi, ovvero quelle dell’anima. “Dove sono gli altri nove?”, si chiede sconsolato Gesù… Evidentemente il Vangelo lascia intendere che, una volta guariti, questi altri hanno presto ripreso la vita di prima, tutta presa dalle “preoccupazioni di quaggiù” e da tante “idolatrie” terrene…

Ma tornando alle “Orazioni”, tantissimi cristiani, nei secoli passati ma anche ai nostri tempi, hanno sperimentato e sperimentano come queste preghiere si mutano gradualmente in vera “contemplazione” del mistero della Passione Redentrice di Gesù, Passione oltretutto da lui liberamente accettata e proprio perché ci ama e ci vuole salvi e “realizzati” nel senso più vero di questo termine.

Non volendo quindi porre l’accento solo sulle promesse di Gesù che cita Santa Brigida, riteniamo sia utile cominciare a pregare ed a contemplare i dolori di Cristo non solo per ottenere “grazie” e benefici in cambio… La vera prima grazia che dovremmo chiedere con tutta la nostra anima è la conversione del nostro cuore, la capacità di amare Dio al di sopra di ogni cosa non solo con le parole, ma con la nostra vita…

Quanti si professano cattolici solo per “abitudine”, ma alla prima sofferenza pensano che Dio sia ingiusto, dimenticando che proprio Suo Figlio ha sofferto in modo terribile a causa dei nostri peccati e continua a soffrire anche oggi per tanti che, nonostante il suo sacrificio, lo rifiutano? Gesù, avendo due nature, quella umana e quella divina, in un’unica persona, quanto soffrì a causa nostra condivise la nostra esperienza del dolore. In quanto vero uomo non risparmiò una goccia di sangue, nè si tirò indietro in alcun modo, rifiutando addirittura il vino con il fiele per evitare di “stordirsi”, di risparmiarsi anche un minimo di dolore…

Le “Orazioni” ci producono un autentico “esame di coscienza”: come noi, che ci professiamo cristiani, rispondiamo a tanto amore? Non è forse vero che addirittura “evitiamo” di ricordare quanto Gesù ha sofferto a causa nostra, mentre senza mai sollevare lo sguardo ci ingolfiamo nelle nostre “impegnatissime” giornate, in una “corsa contro il tempo” che ci induce a mettere in secondo piano quelli che dovrebbero rappresentare i nodi fondamentali della nostra esistenza…

Tramite la meditazione e la contemplazione delle sofferenze di nostro Signore, così ben “trascritte” da Santa Brigida, abbiamo la provvidenziale opportunità di avvicinarci maggiormente a Dio, tenendo presente che, anche quando siamo nella tribolazione, nessuno di noi è senza colpa dinanzi a Lui, ed Egli non ha risparmiato di offrirci il suo unico Figlio, nonostante sapesse che lo avremmo oltraggiato e crocifisso…

Teniamo presente tutto questo quando preghiamo. Non ci “fossiliziamo” solo nelle richieste da fare a Dio, teniamo invece ben presente la Sacra Scrittura quando afferma: “Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti” (Filippesi 4, 6). E ancora, in merito alla bontà e misericordia del Padre Celeste: “Se voi che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7, 11).

Resta sempre di chiedere la grazia di “riconsiderare” il nostro abituale modo di pregare: non solo per chiedere, ma soprattutto per lodare e ringraziare il Signore per tanti doni che ci ha fatto, molti dei quali non sono da noi neppure presi in considerazione. Ricordiamo sempre di predisporre la nostra anima e tutto il nostro essere a seguire Cristo: comprenderemo allora sempre più che non avrebbe senso recitare le orazioni di Santa Brigida, sperando di ottenere grazie, per poi continuare a non amare il prossimo, a non perdonare, a conservare rancore e talora odio anche per anni, quando, con la forza dello Spirito Santo, siamo chiamati a perdonare anche chi ci ha fatto del male… “Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Marco 11, 25).

Gesù ci ha detto chiaramente che se non seguiamo la sua “parola di Vita”, se non ci adoperiamo, con il Suo aiuto, a vincere l’odio con l’amore, se non seguiamo le sue orme, il suo esempio, saremo come coloro che costruiscono anche una bella e grande casa, ma “sulla sabbia”… Alla prima tempesta un po’ più forte è destinata ad andare in rovina. Seguire Cristo è invece costruire “sulla roccia”, che è Gesù stesso. Possono pure soffiare i venti e infuriare la tempesta, ma quella casa resterà salda! Seguire Cristo non è evitare la sofferenza, ma avere da Lui la forza di nobilitarla e vincerla.

Ci auguriamo che recitando con tutto il cuore le seguenti orazioni, la nostra anima possa ricevere gli stessi benefici ai quali accennava la stessa Santa Brigida quando scrisse: “Mio amatissimo fratello, io ero immersa nelle più grandi amarezze della vita, il dolore, la malattia, la povertà, l’abbandono mi affliggevano. Con amore ogni sera ho letto queste orazioni e la mia vita si è miracolosamente trasformata e il Signore fedele alle sue promesse mi ha colmata di gioia, di benessere, di ricchezza, di consolazioni. Quello che Gesù ha fatto per me miserabile peccatrice, lo farà anche per te, mio amato fratello”.

Brigida temeva che quanto aveva scritto fosse travisato o subisse danni a causa dell’invidia e maldicenza di certe persone. Ma afferma che Gesù stesso la rassicurò:

“Ho due braccia: con uno abbraccio il cielo e tutto quello che contiene; con l’altro la terra e il mare. Apro il primo ai miei eletti, onorandoli e consolandoli in terra e in cielo. Stendo l’altro sulle cattiverie umane, sopportandole con misericordia e ponendo loro un freno affinché non compiano tutto il male desiderato.
Dunque non abbiate timore, tanto più che nessuno potrà infirmare le mie parole; esse anzi raggiungeranno luoghi e nazioni a me graditi. Ma sappiate che tali parole sono come l’olio, e per questo devono essere meditate, considerate e spiegate…”
(Libro VI, 100).


Le quindici Orazioni di Santa Brigida

Prima orazione

O Signore Gesù Cristo, eterna dolcezza di coloro che ti amano, giubilo che trapassa ogni gioia ed ogni desiderio, salute e amore di coloro che si pentono, ai quali dicesti: “Le mie delizie sono con i figli degli uomini”, essendoti fatto uomo per loro salvezza, ricordati di quelle cose che ti mossero a prendere la carne umana e di quello che sopportasti dal principio della tua incarnazione fino al salutifero tempo del tuo patire, ab aeterno ordinato nel Dio Uno e Trino. Ricordati del dolore che, come affermi tu stesso, ebbe l’anima tua quando dicesti: “La mia anima è triste fino alla morte”, quando nell’ultima cena che facesti coi tuoi discepoli, dando loro per vivanda il tuo corpo e il tuo sangue, lavando i loro piedi e amorevolmente consolandoli, predicesti la tua imminente passione.

Ricordati del tremito, dell’angustia e dolore che sopportasti nel santissimo corpo, prima di andare sul patibolo della croce, quando dopo l’aver tu fatto tre volte orazione al Padre, pieno di sudor di sangue, ti vedesti tradito da uno dei tuoi discepoli, preso dal tuo popolo eletto, accusato da falsi testimoni, iniquamente da tre giudici condannato a morte, nel più solenne tempo della Pasqua tradito, burlato, spogliato delle tue vesti, percosso nella faccia con gli occhi bendati, legato alla colonna, flagellato e coronato di spine. Concedimi dunque, ti prego dolcissimo Gesù, per le memorie che serbo di queste pene, prima della mia morte, sentimenti di vera contrizione, una sincera confessione e remissione di tutti i miei peccati. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Seconda orazione

O Gesù, vera letizia degli Angeli e paradiso di delizie, ricordati degli orribili tormenti che provasti quando i nemici tuoi, come ferocissimi leoni avendoti circondato, con schiaffi, sputi, graffi ed altri inauditi supplizi ti lacerarono; e per le ingiuriose parole, per le aspre percosse e durissimi tormenti, con i quali i nemici tuoi ti afflissero, io ti supplico che Tu voglia liberarmi dai miei nemici, così visibili come invisibili, e concedi che sotto l’ombra delle tue ali io ritrovi la protezione dell’eterna salute. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Terza orazione

O Verbo incarnato, Onnipotente creatore del mondo, che sei immenso, incomprensibile, e puoi racchiudere l’universo nello spazio di un palmo, ricordati dell’amarissimo dolore che sopportasti quando le santissime tue mani e i tuoi piedi furono confitti con chiodi acutissimi sul legno della croce. Oh qual dolore provasti, o Gesù, allorché i perfidi crocifissori dilaniarono le tue membra e sciolsero le congiunture delle tue ossa, tirarono il tuo corpo per ogni verso, a loro piacere. Ti prego, per la memoria di questi dolori sopportati da te sopra la croce, che tu mi voglia concedere che io ti ami e tema quanto si conviene. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Quarta orazione

O Signore Gesù Cristo Celeste Medico, ricordati delle sofferenze e dei dolori che sentisti nelle tue già lacerate membra, mentre si levava in alto la croce. Dai piedi alla testa eri tutto un cumulo di dolori, e nondimeno ti scordasti di tanta pena, e porgesti pietosamente preghiere al Padre per i nemici tuoi dicendo: “Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno”. Per questa smisurata carità e misericordia, e per la memoria di questi dolori, concedimi di ricordarmi della tua amatissima Passione, affinché essa mi giovi per una piena remissione di tutti i miei peccati. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Quinta orazione

Rammentati, o Signore Gesù Cristo, specchio di eterna chiarezza, dell’afflizione che avesti quando, veduta la predestinazione di quegli eletti che, mediante la tua Passione, dovevano salvarsi, prevedesti ancora che molti non ne avrebbero profittato. Pertanto ti chiedo, per la profondità della misericordia che mostrasti non solo nell’aver dolore dei perduti e disperati, ma nell’adoperarla verso il ladrone quando gli dicesti: “Oggi sarai con me in paradiso”, che tu voglia, pietoso Gesù, adoperarla sopra di me al punto della mia morte. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Sesta orazione

O Gesù Re amabile, ricordati del dolore che provasti, quando nudo e disprezzato pendesti in croce, senza avere, fra tanti amici e conoscenti che ti erano intorno, chi ti consolasse, eccetto la tua dilettissima Madre, alla quale raccomandasti il discepolo prediletto, dicendo: “Donna, ecco il tuo figlio!”, ed al discepolo: “Ecco la tua Madre!”. Fiducioso ti prego, pietosissimo Gesù, per il coltello del dolore che allora le trapassò l’anima, che tu abbia compassione di me nelle afflizioni e tribolazioni mie così del corpo come dello spirito, e mi consoli porgendomi aiuto e gaudio in ogni prova e avversità. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Settima orazione

O Signore Gesù Cristo, fonte di dolcezza inestinguibile, che mosso da intimo affetto di amore dicesti in Croce: “Ho sete”, cioè desidero sommamente la salute del genere umano, accendi, ti preghiamo, in noi, il desiderio di operare perfettamente, spegnendo del tutto la sete delle concupiscenze peccaminose e il fervore dei piaceri mondani. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Ottava orazione

O Signore Gesù Cristo, dolcezza dei cuori e soavità grandissima delle menti, concedi a noi miseri peccatori, per l’amarezza dell’aceto e del fiele che per noi gustasti nell’ora della tua morte, che in ogni tempo, specialmente nell’ora del morire nostro, noi ci possiamo cibare del Corpo e Sangue tuo non indegnamente, ma in rimedio e consolazione delle anime nostre. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Nona orazione

O Signore Gesù Cristo, giubilo della mente, ricordati dell’angustia e dolore che patisti quando, per l’amarezza della morte e l’insulto dei giudei gridasti al Padre tuo: “Eloì, Eloì, lamà sabactanì;” cioè: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Per questo ti chiedo che nell’ora della mia morte tu non mi abbandoni.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Decima orazione

O Signore Gesù Cristo, principio e termine ultimo del nostro amore, che dalla punta dei piedi fino alla cima del capo ti sommergesti nel mare dei patimenti, ti prego, per le larghe e profondissime tue piaghe, che tu mi voglia insegnare ad operare perfettamente, con vera carità, nella legge e nei precetti tuoi. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Undicesima orazione

O Signore Gesù Cristo, profondo abisso di pietà e di misericordia, io ti domando, per la profondità delle piaghe che trapassarono non solo la tua carne e il midollo delle tue ossa, ma anche le più intime viscere, che ti piaccia sollevare me, sommerso nei peccati, e nascondermi nelle aperture delle tue ferite. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Dodicesima orazione

O Signore Gesù Cristo, specchio di verità, segno di unità e legame di carità, abbi in mente le innumerevoli ferite di cui fu ricoperto il tuo Corpo, lacerato dagli empi Giudei e imporporato del tuo stesso preziosissimo Sangue. Scrivi, ti prego, con quello stesso Sangue nel mio cuore le tue ferite, affinché, nella meditazione del tuo dolore e del tuo amore, si rinnovi in me ogni giorno il dolore del tuo patire, si accresca l’amore, ed io perseveri continuamente nel renderti grazie sino alla fine della mia vita, cioè fino a quando io non verrò da te, pieno di tutti i beni e di tutti i meriti che ti degnasti donarmi dal tesoro della tua Passione. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Tredicesima orazione

O Signore Gesù Cristo, Re invittissimo ed immortale, rammentati del dolore che sentisti quando, essendo tutte le forze del Corpo e del Cuore tuo venute meno, reclinando il capo dicesti: “Tutto è compiuto”. Perciò ti prego, per tale angustia e dolore, che tu abbia misericordia di me nell’ultima ora della mia vita, quando sarà l’anima mia turbata dall’ansia dell’agonia. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Quattordicesima orazione

O Signore Gesù Cristo, Unigenito dell’altissimo Padre, splendore e figura della sostanza Sua, ricordati dell’umile preghiera con la quale raccomandasti lo spirito tuo dicendo: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. E dopo, piegato il capo e aperte le viscere della tua misericordia per riscattarci, dando un forte grido esalasti l’ultimo respiro. Per questa preziosissima morte ti prego, o Re dei Santi, che tu mi faccia forte nel resistere al diavolo, al mondo ed alla carne, affinché, morto al mondo, io viva a Te solo, e tu riceva nell’ultima ora della mia vita lo spirito mio, che dopo lungo esilio e pellegrinaggio desidera ritornare alla sua patria. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Quindicesima orazione

O Signore Gesù Cristo, vera e feconda vita, ricordati dell’abbondante effusione del sangue tuo, allorché, piegato il capo sulla Croce, il soldato Longino ti squarciò il costato, da cui uscirono le ultime gocce di sangue ed acqua. Per questa amarissima Passione ferisci, ti prego, dolcissimo Gesù, il cuor mio, affinché giorno e notte io versi lacrime di penitenza e di amore: convertimi totalmente a te, perché il mio cuore sia perpetua abitazione di te e la conversione mia ti piaccia e ti sia accetta, ed il termine della mia vita sia lodevole, per lodarti insieme con tutti i Santi in eterno. Amen.

O Signore Gesù Cristo, abbi misericordia di me peccatore! O Gesù, Figlio di Dio, nato da Maria Vergine, per la salute degli uomini crocifisso, regnante ora in Cielo, abbi pietà di noi. – Pater, Ave.

Preghiera

O Signore mio Gesù Cristo, Figlio di Dio vivo, accetta questa preghiera con lo stesso immenso amore col quale sopportasti tutte le piaghe del tuo santissimo Corpo; abbi di noi misericordia, ed a tutti i fedeli, vivi e defunti, concedi la tua misericordia, la tua grazia, la remissione di tutte le colpe e pene, e la vita eterna. Amen.



Le 7 Orazioni da recitarsi per 12 anni

Dopo che il Signore aveva rivelato a santa Brigida di aver ricevuto 5480 colpi, rivelò, in un’altra apparizione di aver versato più di trentamila gocce di sangue; le insegnò quindi altre 7 orazioni. Queste orazioni andavano recitate per 12 anni, senza interruzioni, con 7 Padre Nostro e 7 Ave Maria.

Promesse di Gesù per coloro che reciteranno questa preghiera per 12 anni:

1. L’anima che le recita non andrà in purgatorio.

2. L’anima che le recita sarà accettato tra i martiri come se avesse versato il suo sangue per la fede.

3. L’anima che le recita può scegliere altre tre persone che Gesù manterrà in uno stato di grazia sufficiente per diventare sante.

4. Nessuno delle quattro generazioni successive all’anima che le recita si dannerà.

5. L’anima che le recita sarà resa edotta della propria morte un mese prima.

Se si dovesse morire prima dei 12 anni, Gesù riterrà valide le preghiere, come se fossero state completate. Se si salta uno o due giorni per particolari motivi, si possono recuperare in seguito. Coloro che si assumono questo impegno, non devono pensare che queste preghiere siano il lasciapassare automatico per il Paradiso e di poter quindi continuare a vivere secondo i propri desideri. Sappiamo che dobbiamo vivere con Dio in tutta coerenza e sincerità non solo quando si recitano queste preghiere, ma durante tutta la vita.

1. LA CIRCONCISIONE.

Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le prime ferite, i primi dolori e il primo sangue che Egli ha versato in espiazione di tutti i giovani, quale protezione contro il primo peccato mortale, in particolare dei miei consanguinei. Pater, Ave.

2. LE SOFFERENZE DI GESÙ SUL MONTE DEGLI ULIVI.

Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro le terribili sofferenze del Cuore Divino di Gesù sul Monte degli Ulivi e Ti offro ogni goccia del suo sangue in espiazione di tutti i miei peccati del cuore e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro tali peccati e per la diffusione dell’Amore divino e fraterno. Pater, Ave.

3. LA FLAGELLAZIONE DI GESÙ.

Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro i mille e mille colpi, dolori atroci e il Prezioso Sangue della Flagellazione in espiazione di tutti i miei peccati della carne e di tutti quelli dell’umanità, quale protezione contro di essi e per la salvaguardia dell’innocenza, in particolare tra i miei consanguinei. Pater, Ave.

4. LA CORONAZIONE DI SPINE DI GESÙ.

Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, ti offro le ferite, i dolori e il Preziosissimo Sangue sceso dal Capo di Gesù quando fu coronato di spine, in espiazione dei miei peccati dello spirito e quelli di tutta l’umanità, quale protezione contro di essi e per la costruzione del Regno di Dio su questa terra. Pater, Ave.

5. LA SALITA DI GESÙ CARICO DELLA CROCE AL CALVARIO.

Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, ti offro le sofferenze patite da Gesù lungo la salita del monte Calvario e, in particolare, la Santa Piaga della Spalla e il Prezioso Sangue che da essa uscì, in espiazione dei miei e altrui peccati di ribellione alla croce, di rifiuto dei tuoi santi disegni e di ogni altro peccato della lingua, quale protezione contro di essi e per un amore autentico alla santa Croce. Pater, Ave.

6. LA CROCIFISSIONE DI GESÙ.

Eterno Padre, per le mani purissime di Maria e per il Cuore Divino di Gesù, Ti offro tuo Figlio inchiodato sulla Croce e innalzato su essa, le sue ferite alle mani e ai piedi e il Prezioso Sangue che da essa uscì per noi, i suoi terribili tormenti del Corpo e dello Spirito, la sua preziosa Morte e l’incruento suo rinnovarsi in tutte le Sante Messe celebrate sulla terra. Ti offro tutto questo in espiazione di tutte le mancanze fatte ai voti e alle regole negli ordini religiosi, in riparazione di tutti i miei e altrui peccati, per i malati e i moribondi, per i sacerdoti e per i laici, per le intenzioni del Santo Padre riguardanti la costruzione della famiglia cristiana, il rafforzamento della Fede, il nostro Paese, l’unità in Cristo fra le nazioni e all’interno della sua Chiesa, e per la Diaspora. Pater, Ave.

7. LA FERITA DEL COSTATO DI GESÙ.

Eterno Padre, accetta, per le necessità della Santa Chiesa e in espiazione dei peccati di tutta l’umanità, l’Acqua e il Sangue Preziosissimi usciti dalla ferita inflitta al Cuore Divino di Gesù e gli infiniti meriti che essi effondono. Ti supplichiamo, sii buono e misericordioso verso di noi! Sangue di Cristo, ultimo prezioso contenuto del Sacro Cuore di Gesù, purificami e purifica tutti i fratelli da ogni colpa! Acqua di Cristo, liberami da ogni pena meritata per i miei peccati e spegni le fiamme del Purgatorio per me e per tutte le anime purganti. Amen.

Pater, Ave, Gloria, Angelo di Dio.

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